CREA gestisce un servizio di ricerca, prevenzione e cura dei disagi psicologici, tenendo conto delle necessità dell'utente.

 

Per accedere alle prestazioni fornite del Centro, è sufficiente telefonare al numero 3278153691 oppure 0294158171, tutti i giorni.

 

I trattamenti sono rivolti a singoli, coppie, giovani adulti, stranieri, genitori, bambini e adolescenti, anziani.

 

Il Centro riceve solo su appuntamento (anche nel week-end) ed offre colloqui di valutazione finalizzati ad accogliere e comprendere la domanda, a seguito dei quali l’équipe di lavoro elaborerà il percorso di cura più idoneo.

“…E potreste fare rivelazioni che vi costano, 
per poi capire che la gente vi guarda strano, 
senza capire affatto quello che avete detto. 
Senza capire perché vi sembrava tanto importante,
 da piangere quasi, mentre lo dicevate.
Questa è la cosa peggiore, secondo me:
 quando il segreto rimane chiuso dentro 
non per mancanza di uno che lo racconti, 
ma per mancanza di un orecchio che sappia ascoltare”

- Stephen King

 

Cos’è il Centro Clinico per la Cura e la Ricerca psicologica?

 

Il Centro Clinico è un progetto nato dalla cooperativa Crea, da oltre 30 anni impegnata nell’opera di deistituzionalizzazione e inclusione sociale delle persone con disagio psichico grave e gravissimo, in alleanza con le loro famiglie, i quartieri e i territori. Dal 2013 un gruppo di psicologi, già esperti in psicologia sociale e in progetti di inclusione comunitaria, hanno progettato il Centro Clinico, per offrire alla cittadinanza, e in particolare alle fasce deboli, spazi di ascolto a tariffe sostenibili.

 

Cos’è la psicoterapia sostenibile?

 

Non si tratta di offrire soltanto tariffe “low cost”. Il Centro Clinico utilizza meccanismi virtuosi per permettere alle persone che chiedono di poter usufruire di un percorso, di avere una tariffa compatibile con le loro possibilità ma anche a chi può pagare qualcosa in più, di poterlo fare, mettendo il Centro in condizioni di costituire un piccolo fondo di solidarietà, garantendo a chi ha veramente poco, di poter svolgere percorsi di presa in cura protratti nel tempo. Anche le tariffe massime, in ogni caso, sono calibrate per essere al 40% al di sotto dei prezzi di mercato.

Per rendere possibile questo meccanismo, e garantire quindi tariffe sostenibili per tutti, i professionisti accettano di ricevere un compenso professionale ai minimi del tariffario. Tuttavia, per evitare forme di sfruttamento, i professionisti offrono solo una parte del loro tempo professionale al Centro Clinico. In linea di massima, ogni professionista che collabora con il Centro Clinico, offre non più del 20% del suo monteore lavorativo a questo progetto. A contribuire all’economicità del sistema, ci sono altri aspetti, come donazioni, accesso al 5 per mille, forme di sussidiarietà con altri progetti della cooperativa, ecc.

L’obiettivo del nostro Centro Clinico, quindi, è perseguire una vera sostenibilità, che vada al di là della questione economica e che porti a una condivisione delle risorse in un’ottica di bene comune, secondo le logiche delle Cooperative Sociali.

 

 

 

Come avviene il primo contatto con il nostro Servizio?

 

Il servizio del CC si rivolge all’intera cittadinanza. C’è un numero di telefono fisso: (02/ 94 158 171) e poi c’è un cellulare (+39 327 815 3691). A quest’ultimo numero, il cellulare, è possibile lasciare un SMS con il proprio nome e cognome per farsi ricontattare, in caso non si riceva immediatamente risposta.

E’ un servizio ad accesso diretto, non c’è impegnativa e non è necessario alcun adempimento burocratico. Al telefono risponde una/o psicoterapeuta che passa immediatamente il contatto alla referente dell’équipe, una psicoterapeuta esperta, che è incaricata di accogliere la domanda e di farsi un’idea del tipo di necessità, per orientare la/le persone interessata/e al tipo di percorso idoneo.

Le persone che si rivolgono al servizio richiedendo il supporto ai nostri professionisti possono essere cittadini che hanno conosciuto il Servizio tramite varie fonti (internet, pubblicità, passa parola etc) oppure sono spesso cittadini vulnerabili, inviati da un servizio territoriale, come per esempio un Centro Psico Sociale o un Servizio di Salute Mentale, o ancora possono essere persone che hanno conosciuto il servizio dopo essere stata in contatto con il nostro Servizio Gratuito di Urgenza Psicologica. Il 20% delle nostre cure, inoltre, sono riservate a persone che sono ospiti delle nostre strutture residenziali per la Recovery psichiatrica come la CPM “Prima” e la CPA “Vita Nova”, che si trovano nello stesso stabile del Centro Clinico. Per gli ospiti di queste strutture, il Servizio di Psicoterapia viene erogato gratuitamente per un periodo massimo di 24 mesi. Infine, possono rivolgersi al nostro Centro Clinico, persone socie di associazioni con cui abbiamo contatti e collaborazioni, come Basti-Menti APS, Con-Tatto, Scacco Matto Impresa Sociale, Coordinamento Italiano Professionisti della Relazione d’Aiuto, Cooperativa Metamorfosi, Progetto Itaca, Progetto Sum, Associazione Diritti alla Follia, Rete Utenti Lombardia, Associazione Italiana Professionisti Esperti in Supporto fra Pari, o moltissime altre realtà del privato sociale, impegnate nel promuovere salute, cultura della partecipazione e inclusione sociale, cittadinanza attiva.

Un significativo canale di accesso al nostro Servizio (circa il 25% dei nuovi accessi) è rappresentato anche dal “passaparola”, dal momento che molte persone, dopo aver sperimentato il nostro approccio alla cura, invitano amici, parenti o conoscenti a rivolgersi al Servizio (vedi la sezione “testimonianze”).

 

Come avviene la stipula dell’accordo economico?

 

Il/la terapeuta incaricato/a di fare l’accoglienza e l’assegnazione in cura, fa un’intervista accurata, dalla quale emergono gli aspetti socio-economici, familiari, lavorativi, abitativi e in generale un quadro delle risorse della persona. Si cerca di concordare una tariffa, sulla base di quanto la persona stessa riesce a valutare, circa la sostenibilità del percorso, in base ad una auto-valutazione, con l’aiuto del professionista, delle proprie possibilità. Le tariffe molto basse (fino a 35 euro a colloquio) vengono riservate ai giovanissimi, ai disoccupati, alle persone molto fragili, mentre le tariffe al di sopra del minimo tariffario vengono concordate in base alle effettive possibilità di ciascun cittadino o gruppo familiare. Le tariffe possono comunque essere rimodulate dopo i primi 6 o 12 mesi, valutando caso per caso. Anche perché una buona psicoterapia libera risorse e sostiene i progetti di vita delle persone, mettendole in condizioni di cambiare anche rispetto alle loro capacità economiche. Le rimodulazioni avvengono verso l’alto o verso il basso, in caso di perdita del lavoro o momentanea difficoltà, ma la tariffa si fonda comunque su un patto di parola, fra il Terapeuta e la persona interessata, dal momento che una cura psicologica è un luogo dove si apprende l’autenticità e l’ascolto reciproco. Possono essere valutati anche parametri oggettivi, come l’ISEE, ma di per sé non sempre questi strumenti fotografano la situazione meglio di quanto non possa fare un dialogo franco e aperto. Abbiamo infatti avuto casi di persone con ISEE molto bassi, che però ricevevano molti aiuti da compagni o familiari, non presenti nella fotografia ISEE e viceversa, abbiamo avuto persone con ISEE anche al di sopra della soglia minima o media, che tuttavia sostenevano pesanti costi per processi di separazione coniugale, o mantenevano più figli da precedenti matrimoni, ovvero le cifre risultavano gonfiate dall’essere proprietari di immobili le cui rendite risultavano tuttavia pressoché nulle in termini di effettivo valore economico fruibile dagli interessati. In ogni caso, l’ISEE è un parametro che possiamo valutare e discutere con l’interessato/a come aiuto per trovare un buon punto d’incontro.

L’accordo, una volta accettato, viene comunque sottoscritto e formalizzato secondo quanto previsto dalla normativa in materia di prestazioni sanitarie, consenso informato e tutela dei dati personali.

 

Come si dipana il percorso, in concreto?

 

I percorsi possono essere molto diversi a seconda del tipo di domanda che ci troviamo a ricevere.

Per esempio, per le persone ospiti nelle Comunità, la psicoterapia sostenibile si annoda ai percorsi di cura, riabilitazione e riorientamento del progetto di vita, aiutando le persone a trovare uno spazio privato di parola, dove allenarsi ad un recupero di soggettività e contrattualità. Questi percorsi possono anche proseguire dopo l’uscita dalle Comunità ed essere un punto di continuità e di sostegno per le persone, che si trovano ad affrontare l’inserimento in nuove strutture, o in appartamenti di edilizia popolare, o altri progetti di vita autonoma.

L’altissimo numero di invii che registriamo dai Centri Psico Sociali sono un buon indicatore del valore percepito da questi Enti rispetto a ciò che offriamo alle persone e alle famiglie affette da disagio importante.

Se a contattarci sono invece genitori con figli minorenni, con difficoltà scolastiche o di inserimento sociale (questo tipo di domanda è in aumento, e spesso dietro ai disturbi dell’apprendimento o ad altre neurodivergenze ci sono anche problematiche di adattamento e povertà economica, deprivazione educativa e sociale) i nuclei vengono indirizzati a équipe specializzate, ma contemporaneamente si favoriscono i raccordi con Servizi che si occupano di intercultura, sostegno sociale, abitativo e lavorativo per i genitori, oltre che aiutare le famiglie a mappare le possibilità del proprio quartiere.

Lo stesso orientamento, seppure con strumenti differenti, viene offerto agli adolescenti o ai giovani a rischio di marginalità sociale, agli autori di reato e alle loro famiglie, con particolare riguardo alle situazioni dove esordisce un sintomo psicotico che, se affrontato precocemente e con gli strumenti più idonei, può risolversi o comunque avere esiti meno devastanti per il soggetto e per la comunità di riferimento.

Quando a interpellarci sono le famiglie, in genere offriamo comunque un percorso di tipo familiare e dialogico, che permette un primo inquadramento e un supporto nel tempo, anche rispetto ad altri interventi più mirati e specialistici.

 

Cos’è e a chi si rivolge il Laboratorio Dialogico del Centro Clinico?

 

Il Laboratorio Dialogico è parte integrante dell’offerta del Centro Clinico. E’ offerto ai gruppi, alle coppie e alle famiglie e nasce dalle grandi intuizioni del “Milan Approach” e in generale dal mondo della psicologia e psicoterapia sistemica. Il laboratorio è anche luogo di formazione dei giovani psicoterapeuti tirocinanti e permette la presa in cura “a più voci” , permettendo un approccio complesso dialogico e riflessivo, dove non è il soggetto “sintomatico” o il paziente designato al centro, bensì il gruppo familiare nella sua complessità.

 

Cosa sono e a chi si rivolgono gli interventi Riabilitativi Domiciliari e Territoriali?

 

Vi sono inoltre casi in cui l’équipe del Centro Clinico struttura interventi domiciliari complessi (con educatori e operatori che co-costruiscono progetti anche con altre associazioni), come gli Interventi Riabilitativi di Rete (RT).

Si tratta di situazioni in cui è necessario un importante lavoro preliminare, perché il soggetto in difficoltà non riesce a uscire di casa (es. il fenomeno degli hikikomori), ma necessita di una presenza qualificata per sbloccare la situazione. L’intervento Territoriale di Rete può essere attivato per facilitare l’uscita dal percorso residenziale in Comunità Terapeutica, o in caso di persone anziane, o ancora per prendersi un tempo per riattivare le reti territoriali presenti nel quartiere.

 

Psicoterapie individuali

 

Infine, il Centro Clinico accoglie anche domande di psicoterapia più tradizionali, cioè persone con disturbi ossessivo-compulsivi, disturbi alimentari, ansia, disturbi dell’umore, stress da separazione o da perdita del lavoro, mobbing, lutti, solitudine, conflitti familiari o altre situazioni di vita che a vario titolo mettono le persone fortemente a rischio di perdere il controllo e l’orientamento del loro progetto di vita.

Anche in questi casi l’équipe valuta se affiancare ai tradizionali colloqui di psicoterapia, altre forme di supporto e altri suggerimenti, dal momento che siamo consapevoli che la salute è un output complesso, che deriva da diversi fattori (stile di vita, alimentazione, buone relazioni, fiducia e senso di connessione con la propria comunità di riferimento) e che ogni disagio è anche un campanello d’allarme, una spia, che ci può aiutare a trovare un equilibrio migliore.

L’équipe, per garantire questo sostegno, lavora in stretto raccordo con realtà culturali e di promozione sociale della città di Milano, consapevoli dell’importanza che fare comunità e sentirsi parte di una Comunità di cittadini riveste nel mantenere e sostenere un’idea di salute intesa come bene collettivo.

 

Dove trovo approfondimenti in merito a questo tema della psicologia e psicoterapia sociale?

 

Il Centro Clinico aderisce alla Rete di psicoterapia sociale (https://www.retepsicoterapiasociale.it/), una confederazione di associazioni che offrono servizi di prossimità e che aderiscono a una Carta Etica. La Rete di Psicoterapia Sociale riunisce professionisti e professioniste che si riconoscono in una fortissima impronta etica, dove l’intervento psicologico e la psicoterapia sono intesi come movimenti collettivi che, insieme alle persone interessate, alle famiglie, ai gruppi e ai territori, catalizzano energie, rianimano la progettualità e sostengono il recupero di una dimensione di cittadinanza attiva. La cura non è quindi pensata come riduzione o eradicazione dei sintomi, in una logica medicale, ma come un contributo alla lotta alle disuguaglianze e al sostegno delle fasce deboli della popolazione, che spesso hanno minore accesso alle risorse, fra cui anche cure di qualità. In generale la salute e la cura è intesa non come intervento puntiforme o di emergenza, ma come approccio complesso e coordinato a risorse fondamentali per il benessere, come la casa, il lavoro, la socialità, la cultura. Gli spazi di cura riservati ai cittadini nel SSN si riducono invece sempre più e i costi delle cure nel privato sono spesso insostenibili. La Rete si pone anche come interlocutore della committenza organizzata (Stato, Regioni, fondazioni, ecc.) per promuovere un modello di sussidiarietà in un’ottica di recupero di un’idea forte di salute come Bene Comune, da tutelare e garantire così come indicato dalla nostra Costituzione, avendo presente il manifesto programmatico contenuto nell’art. 3, secondo comma (https://www.senato.it/istituzione/la-costituzione/principi-fondamentali/articolo-3), e nell’art. 3 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, (https://www.ordinepsicologiveneto.it/wp-content/uploads/2023/12/CODICE-DEONTOLOGICO-DELLE-PSICOLOGHE-E-DEGLI-PSICOLOGI-ITALIANI.pdf).

In che cosa una psicoterapia sociale e sostenibile si differenzia, sul piano clinico e scientifico, da un normale percorso presso un privato o presso una piattaforma di cura online?

I percorsi di psicoterapia, le cure familiari e le prese in cura territoriali offerte dal Centro Clinico si orientano al disagio come effetto complesso di cause differenti. In particolare, molti disturbi d’ansia, disturbi dell’adattamento, ma anche sintomi più gravi come le psicosi reattive o i moltissimi disturbi dovuti al “minority stress”, ovvero all’esposizione prolungata a micro traumi, a frustrazioni e a deprivazioni dovute anche a condizioni di disuguaglianza sociale ed economica o a discriminazione etnica o di genere, vanno affrontati in modo complesso, sintonizzandosi con il discorso delle persone interessate, valorizzando le loro risorse, sia individuali che gruppali e sollecitando i contesti ad evolvere e a diventare consapevoli dei propri diritti.

Pertanto l’équipe del Centro Clinico offre percorsi che cercano di coniugare il meglio delle risorse e degli strumenti che la scienza psicologica può offrire, con un fittissimo dialogo fra orientamenti e fra persone.

Per questo, nel tempo ci siamo avvicinati, come professionisti e come gruppo, alle pratiche dialogiche, e i nostri percorsi cercano di ispirarsi ai 7 principi del dialogo aperto