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Progetto Casa-Protetta psichiatrica

In base al Piano Regionale della Psichiatria sono stati individuati dei Piani Individuali Terapeutici che prevedono un periodo limite entro il quale effettuare interventi sanitari (riabilitativi) oltre il quale è previsto il passaggio a servizi più assistenziali e di sostegno.

Contemporaneamente è diventato sempre più urgente trovare una collocazione idonea anche per quei pazienti cronici e istituzionalizzati che sono stati ospiti degli ex ospedali psichiatrici, ora delle strutture territoriali dei vari Dipartimenti di Salute Mentale. Questi ultimi in particolare rappresentano un numero non indifferente di persone che, oramai per l'età e per la stabilità della loro patologia, non necessitano di interventi intensamente riabilitativi ma più che altro di sostegno e assistenziali. È per questo motivo che la soluzione più praticata fino ad oggi è stata quella di inviarli nelle normali RSA che hanno cominciato ad accoglierli senza grosse difficoltà.

Ci risulta che a distanza di un certo tempo le patologie residue e la storia istituzionale rende queste persone comunque difficilmente integrabili anche in situazioni ben strutturate quali quelle delle RSA esistenti. In questo tipo di ricoveri non esistono interventi adeguati per pazienti psichiatrici, rispetto agli altri anziani (anche con patologie come l'Alzheimer o il morbo di Parkinson) essi si muovono liberamente, sono in grado di mantenere un certo grado di necessità relazionali, manifestano bizzarrie difficilmente assimilabili ai disturbi senili.

Quanto detto è confermato dall'aumento costante da parte dei familiari, dei pazienti stessi e delle RSA di attivare tutta una serie di attività con personale più specializzato (educatori) nell'ambito psichiatrico.

Dal 1° gennaio di quest'anno il Dipartimento di Salute Mentale dell'A.O. Niguarda Ca' Granda di Milano – con il quale la nostra cooperativa collabora da anni – ha avviato un piano di Riqualificazione delle proprie strutture residenziali psichiatriche con l'obiettivo di rafforzare la residenzialità leggera trasformando, quindi, diverse delle proprie comunità a media protezione. Proprio in questo caso, alcuni pazienti di queste comunità dovranno essere dimessi perché non più assistibili in strutture a così bassa assistenza anche perché provenienti da un passato manicomiale ed istituzionale.

Il destino di questi utenti è incerto: dovrebbero essere inviati ancora alle normali RSA (dove incontrerebbero i problemi accennati sopra)? Dovrebbero essere inviati alle famiglie di provenienza (spesso disperse e lontane di qualche generazione tra cugini e nipoti)? Ovvero essere avviati verso soluzioni abitative autonome, con grossi dubbi sulle loro capacità di autogestione, reale indipendenza, sicurezza per sé, i vicini di casa e in generale per la cittadinanza?

È da tempo che la nostra cooperativa – conoscendo questi pazienti – sta cercando una soluzione più stabile e definitiva a questi problemi. Quindi, con l'accordo del D.S.M. dell'A.O. Niguarda e sotto il coordinamento dei loro psichiatri è nato il nostro progetto di realizzare una residenza assistita che si colloca tra le comunità psichiatriche classiche (ad alta intensità riabilitativa) e le RSA, nella quale - con al massimo una dozzina di ospiti e fornendo loro un sostegno assistenziale di base - si possano formulare piani di attività ed integrazione più specificamente psichiatrici e con personale specializzato.

L'obiettivo è di dare loro una possibilità in più di innalzare o mantenere alta la loro qualità di vita prima che le patologie senili diventino prevalenti. Unendo così la professionalità e le esperienze che ci contraddistinguono, l'ambito socio-assistenziale e l'ambito psichiatrico, si potrebbe sperimentare una realtà innovativa ma soprattutto rispondente ai reali bisogni di un'utenza di tipo cronico - istituzionale. In particolare l'avvio di tale progetto richiede la disponibilità di una soluzione abitativa inserita in ambito cittadino, personale assistenziale e personale psico-socio-educativo fornito e gestito dalla nostra cooperativa. Facciamo riferimento a soluzioni abitative civili con gli spazi di socializzazione e della vita quotidiana condivisi (cucina, mensa e soggiorno).

Il servizio di base è pensato sulle 24 ore per una maggiore tutela e protezione degli utenti con personale infermieristico e socio assistenziale (infermieri e OSS) oltre al personale educativo impegnato in progetti riabilitativi personalizzati e concepiti in base alle reali necessità degli utenti. L'equipe - completata dal medico psichiatra, da uno psicologo oltre al personale ausiliario - è pensata non solo per garantire i più alti standard di qualità del servizio ma anche per l'attenzione che si intende porre sul mantenimento della professionalità, l'aggiornamento e la formazione continua.

La struttura. Grazie alla disponibilità manifestata dall'Azienda di Servizi alla Persona (ex IPAB) Istituti Milanesi Martinitt e Stelline e Pio Albergo Trivulzio a partecipare a questo progetto, è stata individuata una villetta in Viale Zara 62 che l'Ente ha concesso in comodato d'uso (come scopo sociale, parte integrante dello Statuto dell'Ente) per la realizzazione della struttura. Sono già stati avviati i primi sopralluoghi nell'abitazione e disegnato un primo progetto di massima per la sua ristrutturazione e l'adeguamento dei locali alle normative vigenti.

Progetto Residenzialità Leggera negli appartamenti di via Ponzio a Milano

Descrizione del Servizio previsto:

Il presente progetto è facilmente integrabile con i Servizi della cooperativa (inserimenti lavorativi, riabilitazione territoriale, vacanze, ecc.) e con quelli del Servizio Pubblico inviante in base ai PTR elaborati e secondo i Protocolli di Accoglimento e del Sistema Informativo Regionale, così come richiesto dal Piano Regionale Salute Mentale.

L'ospitalità comprenderà l'alloggio, il vitto e i servizi alberghieri correlati nelle strutture abitative indicate a nostra disponibilità. Si prevede di ospitare 2 utenti in uno degli appartamenti di Via Ponzio e 4 utenti nell'altro (ovvero 3 e 3).
Il responsabile della nostra equipe si occuperà di partecipare alla stesura dei PTI, al loro monitoraggio e aggiornamento e alle riunioni periodiche con i Servizi Territoriali.

Standard del Servizio:

Si prevede un'equipe costituita da 3 operatori sociali impegnati nel programma socio-riabilitativo, 2 operatori per l'erogazione delle attività alberghiere dell'ospitalità e 1 psicologo per la conduzione e Responsabilità del Servizio (coordinamento, riunioni d'equipe settimanali, e riunioni di supervisione quindicinali).

Si precisa che ogni educatore diventerà "case manager" di uno o più utenti del Servizio, il quale sarà l'operatore che parteciperà alla riunione mensile sul caso con il Servizio inviante.

Gli interventi settimanali saranno strutturati come segue:

  • 5 presenze di 3 ore da parte degli educatori e 2 accessi di 3 ore da parte di personale assistenziale per ciascun appartamento;
  • 2 ore di riunione d'equipe;
  • 3 ore di coordinamento;
  • 1 ora di supervisione quindicinale.

Monte ore complessivo: 36 ore settimanali per gli educatori impegnati nel programma socio-riabilitativo; 16 ore settimanali per gli operatori per l'erogazione delle attività alberghiere dell'ospitalità.

Si sottolinea che a prescindere dal numero di ore di accesso previste dall'offerta sopra citata la cooperativa si impegna a garantire gli standard minimi di decoro, di igiene e delle prestazioni alberghiere anche in relazioni alle necessità e ai bisogni emergenti da parte degli ospiti.

L'offerta non comprende i costi generali e di gestione della cooperativa i quali, considerando i due appartamenti come un'unica unità funzionale, verrebbero a costare € 72,00 al giorno a persona nel caso di sei ospiti e € 65,00 al giorno a persona nel caso di 5 ospiti. Sottolineiamo come nelle intenzioni del Dipartimento c'è l'idea di chiedere una compartecipazione minima alle spese da parte degli utenti.

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